I tre androidi di Jaquet-Droz (1774) |
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Per ammirare gli automi androidi dei Jaquet-Droz funzionare, appuntamento nel Museo virtuale su : www. |
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Tre esemplari di androidi, tra i più belli ancora esistenti, si trovano dal 1909 nel Museo di Neuchâtel, in Svizzera. Costruiti a partire dal 1770 da Pierre Jaquet-Droz, suo figlio Henri-Louis e altri abili aiutanti, gli androidi vennero presentati agli abitanti di La Chaux-de-Fonds nel 1774. |
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![]() "Lo scrittore, il primo androide" |
Un volantino dell'epoca descriveva cosi' l'androide: "Alto circa 70 cm, seduto a un tavolinetto di mogano, piuma d'oca in mano, testa e occhi mobili. Quando il meccanismo è in funzione, intinge la piuma nel calamaio, fa gocciolare due volte l' inchiostro, poggia la mano sul bordo superiore della pagina e si ferma. Spostando una levetta, l'androide comincia a scrivere, rispettando la variazione di spessore di ogni carattere. Rispetta gli spazi, ricomincia al capoverso, mette un punto e si ferma". |
![]() "Lo scrittore, il primo androide" |
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Alcuni autori ritengono che questo automa sia l'antenato del computer. Si tratta di un'affermazione fondata poichè l'automa si compone di un "programma" e di una "memoria". Il "programma" è un ingranaggio che permette di scegliere le parole che si vogliono far scrivere all'androide, mentre la "memoria", costituita da un insieme di camme, permette di formare le lettere. |
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![]() Particolare de "Lo scrittore" Foto: Jean-J.Luder |
Ingranaggio del programma |
Particolare dell'ingranaggio |
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"Il secondo androide rappresenta un bambino di due o tre anni, seduto su un piccolo sgabello, intento a realizzare diversi disegni su un piccolo tavolinetto posto davanti a lui. |
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![]() "Il disegnatore", androide creato da Pierre Jaquet-Droz
e suo figlio |
Questo automa è in grado di realizzare diversi disegni, di cui prima fa uno schizzo rispettando la variazione di spessore del tratto, e aggiunge poi le ombreggiature, ritoccando infine il proprio lavoro. |
![]() "Il disegnatore" all'opera. |
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![]() Meccanismo interno de |
Per questo motivo, di tanto in tanto sposta
la mano, come per vedere più chiaramente cosa sta facendo. I
diversi movimenti degli occhi e della mano imitano perfettamente la
natura umana". |
![]() "Il disegnatore" mentre riproduce un cane |
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Realizzato quasi completamente da Henri-Louis Jaquet-Droz con l'aiuto dell'abile meccanico Jean Frédéric Leschot, l'automa è in grado di realizzare quattro diversi disegni: "Cupido che guida la farfalla", "Il cagnolino", "Profilo di Luigi XV " e "Profilo di Luigi XV e Maria Antonietta". |
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![]() Disegni realizzati dall'automa disegnatore |
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![]() Particolare della musicista androide |
Quasi tutti gli automi realizzati successivamente a questo periodo saranno in grado di produrre musica: Antoine Favre, orologioaio ginevrino, inventerà infatti nel 1796 un sistema per produrre la musica, mettendo in vibrazione le lame di una tastiera di carillon. L'organo della musicista, comprendente flauti e mantici, era stato realizzato da un esperto ungherese stabilitosi a Chaux-de-Fonds, Jean-Philippe Matiatek. |
![]() La mano della musicista androide |
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![]() Musicista androide che suona |
Henri-Louis Jaquet-Droz, dopo il successo dei primi tre automi, realizzò due copie dello scrittore e del disegnatore e una copia della musicista. |
![]() Meccanismo della musicista androide |
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In realtà, le riproduzioni del disegnatore e dello scrittore non erano altro che automi più semplici degli originali, in grado di scrivere e disegnare contemporaneamente, ma non di produrre scritti e disegni precedentemente programmati. |
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Per quanto riguarda la copia della musicista, David
Brewster, nel 1830, forniva questa descrizione dettagliata sull' Enciclopedia
di Edimburgo: "L'automa rappresenta una bella damina seduta davanti
a un pianoforte su cui suona diciotto diverse melodie. Indipendentemente
dalla musica che è prodotta dalla pressione delle dita sui tasti,
tutti i movimenti sono eleganti e graziosi ed imitano così bene
la natura che anche a distanza ravvicinata si è tentati a credere
che sia tutto reale". "Bisogna notare che lo strumento sembra un pianoforte,
ma in realtà è un organo i cui mantici vengono azionati
da alcuni parti del meccanismo." |
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