I maghi e gli indovini automi dei
fratelli Maillardet
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Per ammirare i maghi e gli indovini automi dei
fratelli Maillardet funzionare, appuntamento nel Museo virtuale su :
www.
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I fratelli Maillardet
erano famosi per i maghi e gli indovini montati su orologi
a pendolo che realizzavano. I più conosciuti sono sicuramente il
grande mago e il piccolo mago che si possono ammirare al Museo
Internazionale dell'Orologeria a La Chaux-de-Fonds. |
Il piccolo automa del mago dei fratelli Maillardet
Foto: Museo Internazionale dell'Orologeria
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I fratelli Maillardet,
Jaques-Rodolphe, Henri e Jean David, di origine contadina, avevano
sempre vissuto all'ombra dei Jaquet-Droz. Furono i loro apprendisti,
i loro fornitori di meccanismi per uccellini e addirittura i loro
soci. Abitanti del piccolo villaggio di Fontaines, costruirono tra
il 1808 e il 1840 una serie di maghi che conobbero la notorietà
grazie agli illustri creatori di Neuchâtel.
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Il grande automa del mago dei fratelli Maillardet
Foto: Museo Internazionale dell'Orologeria
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Alfred Chapuis e
Fridolin Wiget descrivono con queste parole il grande mago: |
Il grande automa del mago dei fratelli Maillardet
Foto: Museo Internazionale dell'Orologeria
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"Il grande mago dei Maillardet ha un cappello
a punta e l'abito dei prestigiatori e illusionisti di epoca precedente
a quella di Robert-Houdin. La lunga barba riccioluta conferisce
al mago un'espressione austera e maestosa. Alla sua destra si
trova una tavola ricoperta da un tappetto su cui sono posti alcuni
oggetti dall'aspetto alquanto misterioso. E' seduto su una sedia
posta più indietro, a destra di una piattaforma il cui
pendolo forma un piedistallo dorato di 40 cm di altezza per 50
cm di larghezza, da cui proviene una musica. Il nostro personaggio
tiene un libro nella mano sinistra e una bacchetta magica nella
destra. In un cassettino, posto sul piedistallo, avviene l'interrogatorio
grazie a dodici tavole su cui sono scritte le domande. Se il cassettino
viene richiuso senza nessuna domanda al suo interno, l'indovino
si limiterà a scuotere la testa per negare. Se la domanda,
invece, viene messa nel cassetto e spinta verso il fondo, il mago
allora si agita, si alza solennemente, gira gli occhi poi alza
la bacchetta verso una finestrella ovale situata a destra, sopra
la sua testa. I due battenti si aprono bruscamente e appare la
risposta.
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Dopo aver verificato l'esattezza della risposta, il
mago fa ancora qualche gesto, poi si risiede in maniera molto spontanea.
Terminata questa scena, due tulipani, posti agli angoli della piattaforma,
si schiudono per poi richiudersi lentamente.
Il concatenarsi dei movimenti e dei gesti compiuti con
estrema naturalezza e senza scatti è qualcosa di straordinario".
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Esempi di domande e risposte:
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- Qual'è l'alimento dell'anima?
- Di cosa bisogna essere avari?
- Qual'è lo scopo supremo della scienza?
- Cos'è la morale?
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- La Verità e la Giustizia.
- Del tempo.
- Smascherare l'ignoranza.
- L'igiene dell'anima.
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"Il piccolo mago resta in piedi su una piattaforma,
davanti a un frontone dorato decorato con ghirlande che fanno
da cornice a due paffuti bambini musicisti. Il meccanismo, contenuto
nel piedistallo, è visibile nella sua totalità,
mediante uno specchio. Il personaggio ha le stesse funzioni e
gli stessi movimenti del grande mago. La risposta viene scritta
sullo sportello visibile nella parte superiore. Se si dimentica
di mettere una domanda nel cassettino adibito a questo scopo,
l'indovino resta immobile, e alla sua destra appare un diavoletto
che gesticola per far capire che l'oracolo non ha alcuna risposta
da fornire".
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Il piccolo automa del mago dei fratelli Maillardet
Foto: Museo Internazionale dell'Orologeria
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Ecco due esempi
di domande poste in francese al piccolo mago e le sue risposte: |
- Cosa origina il pensiero maligno?
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- Cosa perde la donna che cambia la propria
modestia in sfrontatezza?
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L'automa scrittore disegnatore dei fratelli Maillardet
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In una pubblicazione del 1812, l'Enciclopedia
di Edimburgo, rivela l'esistenza di un automa scrittore e disegnatore
realizzato dai Maillardet:
"I Maillardet hanno realizzato un automa che scrive e disegna.
Il personaggio rappresenta una bambina inginocchiata con un pennello
in mano. Quando comincia a lavorare, il pennello viene intinto
nell'inchiostro e un foglio da disegno viene messo sulla tavola
di bronzo. Il personaggio si mette a scrivere e quando la riga
è terminata, ricomincia da capo. Scrive così quattro
brani francesi e inglesi e disegna tre paesaggi, nell'arco di
un'oretta".
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Meccanismo dell' automa scrittore disegnatore dei
fratelli Maillardet
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L'automa si può
attualmente ammirare presso il Research Museum dell'Istituto Franklin a
Philadelphia. Una vecchia lettera di uno dei direttori del museo, Thomas
Coulson,ci svela la storia di questo automa: |
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"Un giorno un abitante della città
ci raccontò che la sua famiglia possedeva un automa che disegnava
diverse figure e scriveva versi. Non fu molto chiaro sui particolari
perchè il meccanismo non funzionava da ormai molti anni.
Ma, da quel poco che disse, fu comunque possibile rendersi conto
che l'automa aveva un certo valore.
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L'androide allo stato attuale
Foto: Research Museum
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Il proprietario pensava che il meccanismo fosse
opera di Maelzel, l'inventore del metronomo. Alla fine, la casa
in cui l'automa era conservato venne distrutta da un incendio e
l'automa fu talmente danneggiato che non fu più possibile
capire come fosse inizialmente. Non era rimasto altro che un ammasso
di camme e ingranaggi".
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"Tuttavia, la commissione del Museo, visibilmente interessata
ai frammenti dei disegni conservati, decise di acquistare il meccanismo
danneggiato per cercare di ripararlo. Uno dei meccanici del Museo Franklin
intraprese questo lavoro e dopo molti sforzi riuscì ad aggiustarlo
e rimetterlo in funzione.
Il meccanico si chiamava Charles Roberts e fu molto fiero del proprio
successo che non esitò a considerarlo come il traguardo più
importante della sua vita.
Una volta che il meccanismo fu rimesso in funzione,
fu l'automa stesso a farci capire di essere figlio non di Maezel ma di
Maillardet. Infatti si può vedere che una delle strofe in versi
reca la seguente dicitura:
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"Scritto dall'automa di Maillardet".
Questo ci permise di identificarlo... Aggiungiamo inoltre che per
nostro errore l'abbiamo anche fatto cambiare di sesso, da maschio
a femmina".
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I quattro disegni e la scrittura dell'automa dei
Maillardet
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