Stèvenard e i suoi automi "pigmei" |
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Il mago e meccanico francese Stèvenard, contemporaneo di Robert-Houdin, realizzò diversi automi in miniatura che presentò in occasione di uno dei suoi spettacoli di prestigio in un teatro di automi parigino verso il 1850. Stèvenard costruì soprattutto uccellini artificiali, spesso collocati in una siepe e androidi posti su pendoli, tra cui citiamo: l'illusionista, il mago, la lezione di canto e il flautista. L'illusionista di Stèvenard. |
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"Su uno dei pendoli si trova il piccolo illlusionista,
dietro ad un tavolo, accanto a lui c'è uno sgabello su cui sono
poste tre campanelle che utilizza per far apparire e scomparire delle
palline grandi quanto un pisello. |
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Olivier Roux, esperto di strumenti di musica meccanica e creatore di numerosi automi aggiunge le seguenti precisazioni: "Tenuto conto della ricchezza e della varietà del programma, questo automa androide di Stèvenard è al giorno d'oggi il più conosciuto. L'uccellino canterino contenuto nell'uovo d'argento è due volte più piccolo di quelli che normalmente si trovano nelle tabacchiere. Il programma, di una durata di circa 10 minuti, è il più lungo tra quelli che abbia mai potuto osservare. Questa durata eccezionale è dovuta al fatto che il cilindro porta-camme non soltanto ruota ma si muove anche lateralmente, e in questo modo la capacità di lettura delle camme è moltiplicata per dieci. |
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Il mago.
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"Stèvenard aveva realizzato, verso il 1850, un mago posto su un tempietto poggiante su un mobile d'ebano scolpito. Da un cassetto in cui erano riposte delle tesserine con le domande, ne veniva presa una e affidata a quattro cigni incaricati di portarla al negromante. Quest'ultimo, mentre con il flauto eseguiva una deliziosa musichetta, ,girava gli occhi verso la persona che gli aveva posto la domanda, |
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consultava il suo libro e poi con la bacchetta magica toccava le porte del tempio che subito si aprivano per lasciar intravedere un cartiglio di smalto nero. Un diavoletto allora appariva e offriva al negromante un vaso pieno d'inchiostro dorato. Il negromante intingeva la bacchetta e poi faceva credere di scrivere la risposta sul cartiglio". |
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"Il mago", automa di Stèvenard
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La lezione di canto di Stèvenard (detta anche "Fanciulla col merlo"). Una donna, alta una quindicina di centimetri, vestita con ricchi abiti orientali aziona un carillon per insegnare il canto agli uccelli e tiene in mano un merlo. Particolare da notare: l'uccellino è minuscolo ma fischia e muove ugualmente gli occhi, il becco, la testa, le ali, la coda.
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