La grotta automa dei jaquet-Droz |
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A Lione, il 3 gennaio 1784, durante una presentazione di automi, si poteva leggere su un cartellone stampato la seguente descrizione della grotta :"E' un paesaggio svizzero dalle ripide rocce su cui si possono scorgere un ovile, una capanna, un mulino, una cascata d'acqua e un ruscello, una mucca che rumina, un vitello che viene allattato, capre e montoni che passano e belano, un cane che fa la guardia al gregge. Un contadino esce dalla capanna, sale su un asino, attraversa il paesaggio per recarsi al mulino e poco dopo torna indietro, a piedi, facendosi precedere dall'asino con un basto. Al suo passaggio un cane abbaia. |
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Un pastorello esce da un antro scavato nella roccia, con un flauto suona un preludio che viene ripetuto dall'eco. Poi si avvicina alla pastorella che si sveglia e prende una lira per acconpagnarlo. La facciata di questa crezione rappresenta un parterre che termina con la facciata di una costruzione sotto il cui portico c'è una contadinella che suonando un cembalo esegue diversi minuetti, mentre due ragazzine danzano graziosamente. Ci sono inoltre cascate e fontane che si direbbero vere e tra il fogliame degli alberi si diffonde il cinguettio di diversi uccelli in una voliera". "E' possibile che "La grotta", data la sua complessità, non sia mai stata restaurata e che, di conseguenza, sia rimasta deteriorata e lasciata in abbandono in un ripostiglio". |
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