Musica alla corte di Luigi XVI |
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In un secondo tempo, ascoltando più attentamente, ci si accorge di una reale varietà sul piano della forma, benchè ogni "opera" sia costruita secondo il principio della melodia con accompagnamento. Verrebbe da pensare che si tratti di una sorta di composizione collettiva, nata dalla mescolanza e dalla fusione di ingredienti diversi, in un risultato unico ed omogeneo. |
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Sappiamo, infine, che nell'inventario dei beni di Henri-Louis figurano un fortepiano, una viola, un violoncello, un violino...". Ma ascoltiamo, senza dilungarci ancora, la nostra
giovane interprete. Aria di musica barocca n°1 / Aria di musica barocca n°2 / Aria di musica barocca n°3 /Aria di musica barocca n°4 / Aria di musica barocca n°5. Ed ora ascoltiamo le stesse arie reinterpretate della
clavicembalista Catherine Caumont. Le prime due arie sono suonate su una
spinetta Gaveau, copia di uno strumento di Dometsch del 1912, mentre le
altre tre su un sintetizzatore Polymood Keyboard. |
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La perfezione della musicista è tale che verrebbe da pensare che non sia un automa ma una persona. Il suo aspetto esteriore, infatti, la fa sembrare vera, poichè "tocca" realmente i tasti sulla tastiera dello strumento con le sue mani, caratteristica rara per un automa. E poi, seconda ragione, perchè ci restituisce fedelmente lo stile dell'epoca, il che è essenziale. Ma se la musicista appartiene alla famiglia
degli strumenti meccanici a organo o con sistema di flauti, il suo funzionamento,
molto più complesso di quello dei suoi fratelli maggiori o minori,
non impedisce assolutamente di raggiungere una chiarezza e una velocità
paragonabili a quella degli strumenti con un meccanismo meno complesso,
come ad esempio lo strumento per insegnare il canto agli uccelli. |
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Al contrario, invece, nella musicista il numero di trasmissioni meccaniche tra il cilindro e la cassa armonica è di sette, il che implica una velocità considerevole di ritorno delle lamelle del tasto (3/10 per ogni trasmissione) e una forza d'inerzia altrettando considerevole, vista la distanza che separa i tasti di lettura dai perni per l'emissione del suono, da cui derivano le difficoltà di regolazione di questo miracolo della meccanica". |
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