I tre androidi Jaquet-Droz - Il sito degli automi

1/ Filmato: 56 K o 512 K (con Windows Media Player)
(Introduzione automa scrittore creato dalla famiglia Jaquet-Droz).
Questo automa è il predecessore del computer.

2/ Filmato: 56 K o 512 K (conWindows Media Player)
(
Introduzione automa disegnatore creato dalla famiglia Jaquet-Droz).
Questo automa realizza diversi disegni.

3/ Filmato: 56 K o 512 K (con Windows Media Player)
(
Introduzione automa musicista creata dalla famiglia Jaquet-Droz).
Automa con 8 diverse melodie.

Questo filmato è tratto dal video "Les androïdes Jaquet-Droz".
Questo filmato e numerosi altri che trattano di automi
e androidi sono disponibili nel nostro
negozio on-line.

Tre esemplari di androidi, tra i più belli ancora esistenti, si trovano dal 1909 nel Museo di Neuchâtel, in Svizzera. Costruiti a partire dal 1770 da Pierre Jaquet-Droz, suo figlio Henri-Louis e altri abili aiutanti, gli androidi vennero presentati agli abitanti di La Chaux-de-Fonds nel 1774.
Gli automi dei Jaquet-Droz, realizzati a grandezza naturale e in grado di compiere azioni reali e complesse, fanno pensare ai tre capolavori di Vaucanson. Il successo dei tre androidi fu talmente grande che "si andava a vederli come si andrebbe ad un pellegrinaggio", sostiene un contemporaneo," il giardino e la strada principale erano sempre occupati da carrozze".
I tre androidi Jaquet-Droz - Il sito degli automi
I tre androidi Jaquet-Droz
Foto: Museo di Arte e Storia di Neuchâtel
Pierre Jaquet-Droz creatore del primo androide - Il sito degli automi
Pierre Jaquet-Droz
creatore del primo androide

Pierre Jaquet-Droz, proveniente da una famiglia agiata di Neuchâtel, si interesso' in modo particolare alla meccanica applicata all' orologeria e, grazie alla sua cultura scientifica, ben superiore a quella degli artigiani della zona, realizzo' il suo primo automa: un bambino di circa tre anni in grado di scrivere un breve testo con una piuma d'oca.

Lo scrittore, il primo androide - Il sito degli automi
"Lo scrittore, il primo androide"
Foto: Jean-J. Luder
Un volantino dell'epoca descriveva cosi' l'androide: "Alto circa 70 cm, seduto a un tavolinetto di mogano, piuma d'oca in mano, testa e occhi mobili. Quando il meccanismo è in funzione, intinge la piuma nel calamaio, fa gocciolare due volte l' inchiostro, poggia la mano sul bordo superiore della pagina e si ferma. Spostando una levetta, l'androide comincia a scrivere, rispettando la variazione di spessore di ogni carattere. Rispetta gli spazi, ricomincia al capoverso, mette un punto e si ferma".
Lo scrittore, il primo androide - Il sito degli automi
"Lo scrittore, il primo androide"
Foto: Jean-J. Luder

Lo scrittore androide all'opera - Il sito degli automi
Lo scrittore automa all'opera.
Foto: Jean-J.Luder
Alcune frasi dello scrittore androide - Il sito degli automi
Alcune frasi dello scrittore androide realizzaro da
Pierre Jaquet-Droz

Flash animation
Alcuni autori ritengono che questo automa sia l'antenato del computer. Si tratta di un'affermazione fondata poichè l'automa si compone di un "programma" e di una "memoria". Il "programma" è un ingranaggio che permette di scegliere le parole che si vogliono far scrivere all'androide, mentre la "memoria", costituita da un insieme di camme, permette di formare le lettere.
Particolare de "Lo scrittore" - Il sito degli automi
Particolare de "Lo scrittore"
Foto: Jean-J.Luder

Ingranaggio del programma
(Meccanismo dell' androide scrittore realizzato da
Pierre Jaquet-Droz)
Filmato 56 K
(Windows media player)



Particolare dell'ingranaggio
(Meccanismo dell' androide
scrittore realizzato da
Pierre Jaquet-Droz)
Filmato 500 K
(Windows media player)

"Il secondo androide rappresenta un bambino di due o tre anni, seduto su un piccolo sgabello, intento a realizzare diversi disegni su un piccolo tavolinetto posto davanti a lui.
Il disegnatore - Il sito degli automi
"Il disegnatore", androide creato da Pierre Jaquet-Droz e suo figlio
Foto: Jean-J. Luder
Questo automa è in grado di realizzare diversi disegni, di cui prima fa uno schizzo rispettando la variazione di spessore del tratto, e aggiunge poi le ombreggiature, ritoccando infine il proprio lavoro.
Il disegnatore - Il sito degli automi
"Il disegnatore" all'opera.
Androide creato da Pierre Jaquet-Droz e suo figlio
Foto: Jean-J. Luder
IMeccanismo interno del disegnatore - Il sito degli automi
Meccanismo interno de
"Il disegnatore"
Foto: Jean-J.Luder

Per questo motivo, di tanto in tanto sposta la mano, come per vedere più chiaramente cosa sta facendo. I diversi movimenti degli occhi e della mano imitano perfettamente la natura umana".

L'androide, inoltre, di tanto in tanto soffia sul disegno per far volar via la polvere della matita.

"Il disegnatore" mentre riproduce un cane - Il sito degli automi
"Il disegnatore" mentre riproduce un cane
Foto: Jean-J.Luder

Filmato 56 K
Filmato 500 K
(Windows media player)
Realizzato quasi completamente da Henri-Louis Jaquet-Droz con l'aiuto dell'abile meccanico Jean Frédéric Leschot, l'automa è in grado di realizzare quattro diversi disegni: "Cupido che guida la farfalla", "Il cagnolino", "Profilo di Luigi XV " e "Profilo di Luigi XV e Maria Antonietta".
Disegni realizzati dall'automa disegnatore - Il sito degli automi
Disegni realizzati dall'automa disegnatore
Animazione flash: "Il mio cagnolino", "Louis XVI e Marie Antoinette", "Louis XV"

Il terzo androide, infine, è una musicista realizzata quasi esclusivamente da Henri-Louis, che aveva studiato musica.

"Questo automa musicista ha corpo, testa, braccia e dita capaci di compiere diversi movimenti naturali; è inoltre in grado di eseguire su un piccolo organo cinque diversi brani con molta precisione: la testa e gli occhi si possono muovere in tutte le direzioni, e per questo puo' guardare alternativamente lo spartito e le proprie dita. Alla fine di ogni brano fa un inchino verso il pubblico, muovendo la testa e inclinando il corpo. La gola si muove come se stesse respirando, e davvero gli spettatori credono che respiri".
La musicista di Jaquet-Droz è l'unico dei tre automi in grado di eseguire un brano musicale.

La musicista androide - Il sito degli automi
La musicista androide creata da Henry-Louis
Foto: Jean-J. Luder
Particolare della musicista androide - Il sito degli automi
Particolare della musicista androide
Foto: Jean-J Luder

Quasi tutti gli automi realizzati successivamente a questo periodo saranno in grado di produrre musica: Antoine Favre, orologioaio ginevrino, inventerà infatti nel 1796 un sistema per produrre la musica, mettendo in vibrazione le lame di una tastiera di carillon. L'organo della musicista, comprendente flauti e mantici, era stato realizzato da un esperto ungherese stabilitosi a Chaux-de-Fonds, Jean-Philippe Matiatek.

La mano della musicista androide - Il sito degli automi
La mano della musicista androide
Foto Jean-J. Luder
Musicista androide che suona - Il siro degli automi
Musicista androide che suona
Foto: Jean-J.Luder
Henri-Louis Jaquet-Droz, dopo il successo dei primi tre automi, realizzò due copie dello scrittore e del disegnatore e una copia della musicista.
Meccanismo della musicista androide - Il sito degli automi
Meccanismo della musicista androide
Foto: Jean-J.Luder
In realtà, le riproduzioni del disegnatore e dello scrittore non erano altro che automi più semplici degli originali, in grado di scrivere e disegnare contemporaneamente, ma non di produrre scritti e disegni precedentemente programmati.
I disegni realizzati dagli automi erano più particolareggiati ma non rispettavano più la variazione di spessore del tratto. Tra questi possiamo citare:
"George, principe del Galles" in cui il re è raffigurato in piedi con il braccio appoggiato sul cavallo;
"Cane";
"George III d'Inghilterra" seduto sul trono e due disegni raffiguranti personaggi cinesi, tra cui "La dea Koua-nin e un genio marino".
Disegni realizzati dagli automi Jaquet-Droz
Disegni realizzati dagli automi creati da Jaquet-Droz.

Per quanto riguarda la copia della musicista, David Brewster, nel 1830, forniva questa descrizione dettagliata sull' Enciclopedia di Edimburgo: "L'automa rappresenta una bella damina seduta davanti a un pianoforte su cui suona diciotto diverse melodie. Indipendentemente dalla musica che è prodotta dalla pressione delle dita sui tasti, tutti i movimenti sono eleganti e graziosi ed imitano così bene la natura che anche a distanza ravvicinata si è tentati a credere che sia tutto reale".

"Prima di cominciare a suonare, la musicista fa un grazioso inchino con la testa, come per salutare il pubblico, si direbbe che prima di iniziare voglia aspettare un istante. Poi solleva la testa, raddrizza la schiena e muove gli occhi in maniera cosi naturale che, con lo sguardo, sembra seguire le dita sui tasti, come fossero realmente animate. Le mani suonano le note naturali, mentre diesis e bemolli vengono prodotti da pedali azionati con i piedi."

"Bisogna notare che lo strumento sembra un pianoforte, ma in realtà è un organo i cui mantici vengono azionati da alcuni parti del meccanismo."

"I movimenti dell'androide, invece, sono comandati da sei grandi molle che le permettono di muoversi per un'ora intera. Le diverse parti di questo meccanismo sono estrememente complicate e mirabilmente combinate tra loro in vista dello scopo da raggiungere. Venticinque trasmissioni producono i diversi movimenti del corpo e altre partono dal centro e raggiungono le diverse parti dell'automa. Un piccolo volano in ottone regola tutto il meccanismo".

"L'androide è costruita in modo tale che la si possa muovere facilmente e la si possa aprire in corrispondenza della parte centrale. Viene conservata in una grande teca di vetro e posta su un piedistallo di mogano contenente il meccanismo principale, cosi' come viene mostrato dall'artista".

In Le monde des automates, Alfred Chapuis afferma:"E' sorprendente che un automa di tale valore non abbia più fatto parlare di sé....Ci sono molte possibilità che potrà far parte del famoso Museo Americano".

Il famoso Museo Americano - Il sito degli automi
Il famoso Museo americano
Nelle sue Memorie, infatti, Barnum scrive:
"Tra le cento mila curiosità c'era un'infinità di automi musicisti, meccanici e scene in movimento, realizzati a Parigi e a Ginevra".La bella musicista Roxlane
probabilmente ha subito la stessa sorte del fratellino scrittore-disegnatore quando nel l865 si sviluppò l'incendio del Museo Americano .